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Dal Documento approvato dal CdA della Sapienza il 21-01-03  

 

AGGIORNAMENTO DEI “PRIMI ELEMENTI PER LA COSTRUZIONE DI UN PROGRAMMA EDILIZIO” (Cd’A DEL 28 MAGGIO 2002)  

 

(…) 

 

• B3 S. Maria della Pietà La Sapienza ha inserito nei suoi programmi di sviluppo edilizio la sede di S. Maria della Pietà, nella prospettiva di utilizzare l’intero complesso ospedaliero, con una dimensione valutata intorno a 65.000 mq di s.u.l., quantità riportata anche nel PAG. Questa è la soluzione ottimale per localizzare una sede della Sapienza in un contesto urbanistico quale quello del S. Maria e tale soluzione è alla base dell’accordo di programma con il MIUR del 3 maggio 2001, che destina un finanziamento di 100 miliardi di lire per l’acquisizione e il parziale recupero (35.000 mq) del complesso dell’ex ospedale.

In seguito il Comune di Roma ha rappresentato l’eventualità di dover condividere il complesso ex-ospedaliero con altri servizi e attrezzature pubblici, e di completare l’insediamento universitario nelle adiacenti aree di proprietà della Provincia di Roma.

Tuttavia, affinché la Sapienza possa confermare il trasferimento di importanti parti dell’Ateneo nell’area del S. Maria, è necessario che vengano pienamente soddisfatti i criteri di qualità e appetibilità posti alla base del PAG, per i quali alcuni requisiti sono imprescindibili: contiguità tra le parti, distanza pedonale dalla stazione Monte Mario della FM3, forte visibilità e immagine, contesto ambientalmente e funzionalmente qualificato e omogeneo, trasferimento del campo nomadi in altra localizzazione. La situazione attuale non consente al momento di soddisfare tali requisiti. Infatti:

 

-          la ASL RME (proprietaria dell’ex-ospedale), pur dichiarando la propria disponibilità a trovare una soluzione che contemperi le esigenze della Sapienza con le proprie e con quelle degli altri soggetti interessati, sta mettendo a punto un programma di utilizzazione dei padiglioni che prevede un consistente mantenimento delle attività sanitarie;

-          il Consiglio Comunale di Roma ha approvato il 31 luglio 2002 una mozione che impegna il Sindaco e l’Assessore al Patrimonio a destinare parte dei padiglioni a sede del XIX Municipio e parte ad ostello (attività già in atto dal Giubileo);

-          altri padiglioni ospitano servizi per la ricettività, il Museo della Mente e la Cappella;

-          i padiglioni residui dovrebbero soddisfare le esigenze (concorrenti) di ASL e Sapienza

-          le aree esterne all’ex-ospedale già edificabili risultano in prevalenza non contigue all’area dei padiglioni ospedalieri, frammentate e confinanti con aree su cui insistono attività varie (campo nomadi, campo sportivo, depuratore etc) per le quali non è alle viste nessun programma di delocalizzazione.

-          In considerazione di ciò è in corso una verifica della situazione con la ASL RME e con il Comune di Roma, alla luce della quale saranno prese le decisioni più opportune (…)   

 

 

Dall’Allegato 3 al Bilancio pluriennale 2003-2005 [CdA 27.03.03]  

 

(…) Gli interventi previsti dai documenti di pianificazione e programmazione sopra ricordati (PAG e “Lineamenti del programma edilizio” con relativo aggiornamento) a Santa Maria della Pietà e nell’area militare di via Guido Reni, non sono stati considerati tra quelli da mettere in attuazione nel triennio in esame per le motivazioni di seguito illustrate.

Per quanto concerne Santa Maria della Pietà, dalla recente comunicazione del Comune di Roma (in data 20 marzo 2003) risulta che restano disponibili per La Sapienza solo 15.000 mq di superficie utile lorda (superficie non più disponibile dopo l’approvazione definitiva del Nuovo PRG – NdR). Poiché il PAG aveva previsto in quel comprensorio un insediamento di 65.000 mq, dimensione ritenuta ottimale e inderogabile per un insediamento in quella localizzazione e con quelle caratteristiche, si impone una riconsiderazione da parte del Consiglio di Amministrazione per giungere alla modifica del PAG, attraverso lo stralcio, da valutare anche come stralcio dell’intero insediamento previsto, da sostituire con nuove appropriate localizzazioni. (…)