Diciannovesima.net / HOME / DOCUMENTI / CRONOLOGIA / LINK/ CONTATTI


 

 

Coordinamento Città Ideale            

Nell'inverno del 1996 alcune associazioni sensibili alla questione della chiusura dei manicomi (sancita per legge per la fine del 1996) si incontrano ed elaborano un documento che chiede la piena trasparenza e il coinvolgimento della cittadinanza sui progetti relativi al futuro del S. Maria della Pietà poiché, si dice "questa occasione può rappresentare un passaggio significativo di un percorso che dalla sofferenza alla gioia riscatti un luogo ove tradizionalmente le idee venivano ingabbiate e lo trasformi in una sorta di 'città ideale' dove l'accoglienza, l'integrazione, la cultura possano trovare il giusto spazio". Con quel documento, che raccoglie l'adesione di molte realtà della società civile, nasce il Coordinamento Città Ideale.

Le attività che hanno visto impegnato il Coordinamento Città Ideale sono molteplici: dalle feste nel SMdP ai convegni, dalla elaborazione di progetti agli incontri (e talvolta scontri) con le istituzioni coinvolte (il comprensorio del SMdP è attualmente di proprietà della ASL Roma E). In questo documento riportiamo un elenco delle iniziative da noi organizzate, e successivamente una cronistoria degli eventi principali di carattere istituzionale riguardanti il SMdP.

LE INIZIATIVE

1996:

aprile - assemblea pubblica con le istituzioni (comune, provincia, regione e ASL) sul futuro del SMdP

maggio - audizione presso la Commissione Affari Sociale della Camera dei Deputati sulla chiusura dei manicomi

luglio - "cinema…che follia": rassegna cinematografica nel parco (nell'ambito dell'Estate Romana) e dibattito pubblico sul tema "Riconversione dell'ospedale psichiatrico e impresa sociale"

luglio - manifestazione contro il progetto di privatizzazione della ASL, durante la sua presentazione ufficiale

luglio-dicembre - elaborazione del progetto sociale "S. Maria della Pietà: mai più manicomio"

novembre - intervento al convegno CGIL sul tema "Cittadinanza e deistituzionalizzazione oltre il manicomio"

1997:

gennaio - presentazione a Palazzo Valentini del progetto "S. Maria della Pietà: mai più manicomio. Progetto sociale per la creazione di un luogo di pace, solidarietà, diritto e sviluppo eco-compatibile", davanti ad una folta platea di cittadini, con la partecipazione di ambientalisti, rappresentanti della psichiatria, politici, istituzioni

marzo-maggio - visite guidate al parco, con cadenza quindicinale

aprile - audizione alla Commissione Ambiente del Comune sul "Piano delle certezze"

aprile 97-marzo 98 - partecipazione al laboratorio municipale di quartiere che ha seguito la fase di progettazione del restauro dei padiglioni destinati ad accoglienza giubilaregiugno - festa nel parco "L'isola ritrovata" con musici, mimi, giochi per bambini, mercatino artigianale, gastronomia, ecc.

dicembre - mostra dell'artigianato "Cerca dentro per regalare fuori" , presso l'ex-lavanderia, con la partecipazione delle cooperative sociali e dibattito sul futuro riuso del SMdP

1998:

maggio - concorso fotografico "cerca le tracce…traccia il futuro" e premiazione in occasione della festa nel parco per il ventesimo anniversario della legge Basaglia

luglio - collaborazione al convegno PRC-Verdi sul riuso pubblico del SMdP

luglio-agosto - organizzazione della rassegna cinematografica "Cinema … che follia 2" (finanziata dall'Estate Romana)

1999:

marzo - manifestazione pubblica davanti ai cancelli del SMdP per chiedere che il parco diventi pubblico

maggio - 1° maggio nel parco per festeggiare la firma della convenzione tra ASL e Comune: il parco diventa pubblico

marzo-giugno - le attività sul SMdP sono interrotte per dar vita ad un coordinamento locale contro la guerra in Jugoslavia (si organizzano volantinaggi, manifestazioni, spettacoli, rassegne cinematografiche, dibattiti pubblici, ecc.)

agosto - organizzazione della rassegna cinematografica "Cinema … che follia 3" (finanziata dall'Estate Romana), nel parco di S. Igino Papa

novembre - festa per presentare il parco pubblico ed illustrare il progetto esecutivo di restauro

dicembre - lettera alle autorità competenti per protestare contro l'innalzamento di una recinzione che taglia fuori il Servizio Tossicodipendenze e un padiglione di occupanti

2000:

febbraio - ricevuta risposta dall'assessore De Petris: la recinzione sarà abbattuta

EVENTI ISTITUZIONALI

Luglio 96:

la giunta comunale di Roma elabora una memoria dal titolo "Valorizzazione, recupero e riuso del ex OP SMdP", che prevede, tra l'altro, il restauro botanico del parco, attività di carattere socioculturale, l'ostello della gioventù, il museo della psichiatria

la ASL RME elabora un progetto (curato dal dipartimento ITACA della facoltà di architettura della Sapienza) che prevede la privatizzazione totale del comprensorio, la demolizione dell'80 % dei padiglioni (storici e dunque sottoposti a vincolo), la vendita frazionata degli spazi ad uso commerciale (banche, centri commerciali, uffici privati, ecc.). La proposta, osteggiata dal Coordinamento Città Ideale, ha trovato contrari anche i rappresentanti comunali, e viene poi fatta cadere (ci piacerebbe sapere chi ha pagato e quanto quel progetto recentemente definito dallo stesso direttore generale della ASL Amadei "una provocazione")

la regione Lazio stanzia 25 miliardi per il restauro di alcuni padiglioni finalizzati all'accoglienza temporanea di pellegrini in condizioni disagiate e servizi socio-culturali. I lavori, durati circa due anni, hanno interessato 9 padiglioni, tra cui le ex cucine e l'ex lavanderia. La gestione alberghiera è demandata ad un'associazione temporanea d'impresa, che comprende, tra le altre, alcune cooperative sociali di ex degenti

Gennaio 97:

protocollo d'intesa tra Comune, Provincia, Regione e Murst per l'acquisizione del SMdP da parte della Sapienza, da definire nel corso del 1997 mediante accordo di programma

Aprile 97 - Marzo 98 - lavori del laboratorio municipale di quartiere sul SMdP, con la partecipazione delle associazioni territoriali

Marzo 98:

grazie ad un emendamento proposto e sostenuto da Verdi e Rifondazione, il consiglio comunale stanzia circa 2 miliardi per il recupero botanico del parco. Dopo un anno di tira e molla il direttore generale della ASL firma una convenzione con il Comune di Roma secondo la quale il parco, per dieci anni, diventerà comunale a tutti gli effetti

Aprile 98:

presentato il progetto Docci per il decentramento della Sapienza, che prevede il passaggio all'università di tutto il SMdP. A questo progetto ci opponiamo fortemente perchè uno spostamento massiccio di attività universitarie comporterebbe un uso esclusivo ed escludente di una gran parte del SMdP, con un impatto negativo sia sulla vita del quartiere, sia sulla stessa struttura del SMdP. In realtà ogni utilizzo "totalizzante" del complesso rappresenterebbe per i cittadini del quartiere e per i romani in genere una perdita di un bene pubblico e una espropriazione di un luogo che è ormai iniziato ad essere visto e vissuto come patrimonio del quartiere. Scriviamo lettere aperte ai docenti della Sapienza, chiediamo incontri con il rettore, ci confrontiamo in incontri pubblici con rappresentanti della Sapienza, ecc. Il progetto sembra essere accantonato, in quanto non accettato dalla popolazione locale (anche se recentemente voci di corridoio lo riportano alla ribalta: ora l'università vorrebbe anche costruire 35.000 mq di cemento in area limitrofa al comprensorio)

Luglio 98:

Verdi e Rifondazione comunista organizzano un convegno sul SMdP nel quale fanno proprie le istanze del Coordinamento Città Ideale e si impegnano a far pressione nella maggioranza comunale affinché escano allo scoperto le posizioni ed intenzioni di tutti i partiti

la SpA "Risorse per Roma" elabora una proposta di prefattibilità che prevede la spartizione tra università (1/3 dei padiglioni), privati (1/3) e comune di Roma (1/3), ovvero una miscela esplosiva delle proposte da noi già precedentemente bocciate

Giugno 99:

i consiglieri comunali di Verdi e Rifondazione presentano una proposta di delibera sul riuso sociale del SMdP. Ad oggi la proposta sembra persa nei meandri della burocrazia comunale

il Comune di Roma stanzia 500 milioni per uno studio di fattibilità finalizzato alla sistemazione funzionale e alla riqualificazione dell'area di SMdP. L'ipotesi più probabile è che lo studio venga affidato a "Risorse per Roma", ma non è chiaro su quale mandato