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CONTATTI
OLTRE 9.000
FIRME RACCOLTE:
UN RISULTATO
SUPERIORE ALLE ASPETTATIVE.
IL CONSIGLIO
COMUNALE DISCUTA PRESTO LA DELIBERA E TENGA CONTO DELLE RICHIESTE DEI CITTADINI,
E DELLE ASSSOCIAZIONI
Sono oltre
9.000 le firme raccolte per la Delibera di Iniziativa Popolare che chiede
l’Acquisizione comunale e l’uso pubblico sociale e culturale del complesso
del S.Maria della Pietà.
Un risultato
superiore ad ogni aspettativa, quasi il doppio delle firme strettamente
necessarie.
Ciò è stato
possibile grazie all’impegno del Comitato Promotore ma anche alla sensibilità
dei cittadini e all’ampia adesione di associazioni ambientaliste, culturali
alle forze avanzate della psichiatria e della cooperazione sociale del Municipio
19 e della città.
La Delibera è
stata promossa in una fase preoccupante che vede la Regione Lazio operare tagli
alla sanità pubblica in favore di quella privata ed attaccare materialmente le
esperienze frutto della Legge Basaglia.
In questo senso
va letto il processo praticato ed annunciato di riospedalizzare il comprensorio
del S.Maria riproponendo, di fatto, un nuovo manicomio e di utilizzare i
padiglioni del S.Maria, in parte ristrutturati con i soldi pubblici del Giubileo
in maniera privatistica.
A fronte di
questo richiediamo al Comune di Roma un’assunzione di responsabilità che vada
oltre semplici dichiarazioni di principio, che non si limiti ai quattro
padiglioni destinati al Municipio e che operi per preservare il S.Maria della
Pietà, impedendo qualsiasi ipotesi di privatizzazione e favorendone un progetto
di riutilizzo pubblico sociale e culturale che risulta l’unica possibilità
simbolica e materiale per riconvertire la memoria del manicomio, interpretando
il senso e la lettera della legge 180.
Il Comitato
Promotore ricorda al Comune di Roma che da anni si richiede, senza risposta, all’amministrazione capitolina il censimento delle proprietà
comunali date in gestione al sistema sanitario a titolo gratuito per valutare
l’ipotesi di permuta e di scambio così come di verificare quali proprietà
comunali possono essere permutate in favore di strutture e servizi legati alla
psichiatria così da rispettare il senso della legge finanziaria ‘87 (e
successive modifiche) che destinano le risorse prodotte dalla dismissione dei
manicomi alla psichiatria.
Queste ed altre
proposte , come ad esempio l’azionariato cittadino (proposto ad esempio per la
scuola Mai a Monti) stanno ad indicare come sia possibile trovare le risorse
necessarie ad un operazione di qualità e di senso se, per compierla, esiste la
volontà politica.
Infine, il
Comitato Promotore auspica che si affermi un metodo partecipativo che eviti,
come sta avvenendo, che le decisioni intorno ad un luogo pubblico di grande
valore simbolico, architettonico, ambientale siano prese senza un rapporto reale
con i cittadini e le forze vive della società civile.